La Pianta della CocainaLa pianta della cocaina (il cui nome botanico è Erythroxylon Coca o Erythroxylon Novogranatense) cresce in Sud-America, sulle pendici orientali delle Ande e nelle zone adiacenti dell’Amazzonia, in un’area che interessa Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Venezuela, Argentina e Brasile.

A seconda della zona in cui si trova questa pianta può avere un'altezza variabile, a partire da un piccolo arbusto di circa un metro fino ad esemplari che possono raggiungere le dimensioni di un albero di 4-5 metri. Resta produttiva anche quasi 50 anni e viene raccolta anche 3 volte in un anno.

Sono le foglie della pianta della cocaina quelle contengono la vera e propria parte psicoattiva, ovvero quella “ricca” di tutte le sostanze tossiche.

L’uso delle foglie di coca è ormai conosciuto da tantissimi anni, basti pensare che importanti ricerche etnologiche hanno trovato numerosi reperti che fanno risalire questa pratica al 2.500 a.C. e anche oltre.

Quando i conquistadores spagnoli, dopo la scoperta delle Americhe, si impadronirono del Perù e dell’immenso impero Inca, notarono che i capi delle tribù indigene godevano del privilegio di poter masticare le foglie di coca, che in quelle regioni crescevano spontaneamente sotto forma di arbusti o di piccoli alberelli sempreverdi.

L'uso delle foglie della pianta della cocaina, attraverso la masticazione, è antichissimo e dalle evidenze delle ricerche effettuate viene fatto risalire ad oltre 4000 anni fa.

Trattandosi di una pianta tropicale il suo uso non era, né lo è oggi come spesso si crede, di esclusiva pertinenza delle popolazioni andine che, evidentemente, dovevano procurarsela commerciando con le popolazioni delle aree tropicali.

Le foglie di coca non erano un bene di largo consumo. In epoca incaica, infatti, un paio di secoli prima della conquista spagnola, le foglie della pianta della cocaina rimanevano ad uso quasi esclusivo di sacerdoti e nobili della dinastia reale.

L'usanza di masticare le foglie della coca trova il suo fondamento nel fatto che in questo modo si riesce a far rilasciare alla pianta gli alcalodi contenuti al loro interno e sperimentarne gli effetti psicoattivi.

E' da notare che questa pratica non aveva uno scopo ricreativo, in quanto la coca veniva sfruttata per la sua capacità di inibire il senso di fatica e di fame, al fine di poter affrontare al meglio le varie attività lavorative, soprattutto quelle in alta quota.

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